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home > la rivista online (numero 12/15 dicembre 2007/ anno LXII)

Da via del Tritone

Ordini e contrordini


Premessa

Dopo il Decreto “Bersani” (decreto-legge n. 223/2006 convertito in legge n. 248/2006) che ha abolito l’obbligatorietà dei minimi tariffari ed è entrato nei meriti della pubblicità e di altri aspetti delle professioni, Il Ministro della Giustizia, Sen. Clemente Mastella, il 24 Gennaio 2007 ha presentato un disegno di legge con delega al Governo sul riordino delle professioni intellettuali (Atto Camera n. 2160 della XV Legislatura). Già nella scorsa legislatura si è parlato di riordino delle professioni e da circa un anno si parla della proposta Mastella. Poiché l’argomento riguarda direttamente ed in modo sostanziale la vita di tutti i professionisti, la terza giornata del Consiglio Nazionale FNOVI (10 Novembre 2007) è stata dedicata a questo delicato argomento.

Al dibattito promosso da FNOVI durante lo scorso Consiglio Nazionale hanno partecipato molti personaggi della vita pubblica che ricoprono ruoli importanti nell’evolversi e nella discussione del disegno di legge. Tuttavia l’esposizione più stimolante è stata quella del Prof. Antonio Maria Leozappa1, che ha avuto il coraggio d’indicare alcuni dei problemi fondamentali che dovrebbero essere affrontati da tutte le categorie professionali. - Poiché i Consigli degli Ordini sono eletti dagli iscritti è chiaro che possono avere qualche difficoltà ad andare contro i propri iscritti e quindi ad esercitare il fondamentale ruolo di autocontrollo.
- Per lo stesso motivo alcuni Ordini possono essere tentati di svolgere un’attività che appare più di tipo sindacale che di tutela della qualità della professione esercitata.
- È poi un dato di fatto che il proliferare delle professioni necessita di una qualche riunificazione delle stesse. Basti pensare che solo nell’ambito della progettazione esistono gli Agronomi, i Geometri, gli Architetti, gli Ingegneri, i triennali (Pianificatori, Paesaggisti, Progettisti del Paesaggio, etc.).
Non è credibile che ciascuna di queste professioni abbia un proprio ordinamento professionale ma nemmeno che le diverse competenze confluiscano in un calderone indistinto.
- Anche se l’Unione Europea sta portando avanti il concetto di Mercato, inteso come sistema formato da due grandi componenti orizzontali (Domanda/Offerta) e due verticali (Imprenditore/Dipendente) è pur vero che il Professionista non è né datore di lavoro né dipendente. Andrebbe quindi creata una diversa logica, piuttosto che tentare di accomunare il Professionista all’Imprenditore, così come ha tentato di fare l’Antitrust. Non si può prescindere dal fatto che la Professione gode di uno statuto giuridico autonomo rispetto all’Impresa e che non tutte le attività economiche possono essere regolate dal metodo concorrenziale puro: ci sono infatti delle professioni che incidono su interessi che vanno ben oltre il mero incontrarsi della domanda e dell’offerta (per esempio la Giustizia, la sicurezza e stabilità degli edifici, la salute pubblica, etc.).
Tuttavia come non riflettere sulla successiva considerazione di Leozappa secondo cui lo Stato è retto dalla maggioranza, che (per definizione, potremmo dire) è quantità e non qualità.
È difficile che la maggioranza delle persone che compongono un Paese sia composta da persone tutte intelligenti, capaci o “sapienti” (nell’accezione platonica del termine).
È invece più probabile che la maggioranza sia composta da persone nella cosiddetta “media”, (gli “incapaci”, secondo Leozappa). Da ciò deriva la drammatica conseguenza che “gli incapaci hanno una grossa possibilità di governare il sistema”.
Quest’affermazione, per quanto cruda, non dice nulla di nuovo.
Ultimamente sembrerebbe, infatti, che alcuni politici decidano il loro agire ascoltando più i sondaggi d’opinione piuttosto che le loro competenze o le loro convinzioni personali.
Se così fosse, “gli incapaci” avrebbero ciò che si meritano. Ma è meglio non pensarci troppo, altrimenti si rischia di restare a dir poco sconcertati. Risulta inoltre difficile capire il pensiero espresso da Fabio Picciolini (Adiconsum), quando asserisce che vuole che il veterinario, il notaio, l’avvocato siano professionalmente validi e che però non vuole “incontrarsi” con un sindacalista, con un formatore, con chi fa un esame.


Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Prof. Antonio Maria Leozappa, On. Stefano Zappalà,
Dr. Antonio Gianni, Avv. Maurizio de Tilla, On. Gianni Mancuso, Fabio Picciolini, Gaetano Stella.


Secondo Picciolini, quando si parla di Ordini non si parla di professionalità vera, seria, verificata, formata. A meno di eventuali fraintendimenti, il ragionamento appare alquanto contraddittorio o almeno poco comprensibile. Senza ricordare tutte le singole relazioni (comunque reperibili presso il sito FNOVI, all’indirizzo www.fnovi.it) in generale sembra riemerge il ricordo di alcuni finti spot di propaganda politica di qualche anno fa nella trasmissione RAI “L’Ottavo Nano” di Corrado Guzzanti e Neri Marcorè, in cui si vedevano improbabili personaggi che nel nome della Libertà proponevano le cose più assurde al grido di “facciamo un po’ come ci pare!”.
Triste ipotizzare che i politici, a prescindere dallo schieramento d’appartenenza, pur di assecondare la maggioranza degli italiani possano anche solo ipotizzare leggi tanto popolari quanto distruttive delle regole della convivenza civile e del senso civico.
Che senso avrebbero delle leggi fortemente liberiste in un Paese dove la giustizia ha tempi biblici e a volte lascia smarriti?
Pensiamo al crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia.
Il 13 luglio 2007 i sei indagati nel processo per le morti conseguite a quel crollo sono stati assolti.
Vogliamo veramente un sistema liberista che non controlli la professionalità di Geometri, Ingegneri ed Architetti? Quanti altri crolli potrebbero verificarsi in Italia? Quanti processi?
Non sarebbe meglio tentare almeno di prevenire questo tipo di problemi? Di fronte al quadro piuttosto inquietante delle varie opinioni e proposte contrastanti, tranquillizza sentire il serio ed energico impegno del collega On. Gianni Mancuso, del Presidente Gaetano Penocchio e di Roberto Orlandi, vicepresidente e portavoce del CUP (Comitato Unitario delle Professioni).
Convincente anche la pacata professionalità dell’Ing. Stefano Zappalà (eurodeputato e relatore a Strasburgo della proposta di direttiva sul reciproco riconoscimento delle qualifiche e dei titoli).
In conclusione, non possiamo che concordare con il Presidente FNOVI e citare per esteso il suo pensiero espresso a chiusura dei lavori: “Credo nella professione e negli Ordini che devono essere il meccanismo che regola la qualità della prestazione; credo nelle strutture ordinistiche con funzioni di garanzia per i professionisti che vi accedono a seguito di un esame di stato che li avrà abilitati solo dopo aver accertato una preparazione culturale idonea alle prestazione professionali che andranno ad offrirsi. Se così non fosse, potremo giungere all’assurdità di affermare che tutti i cittadini del mondo potrebbero guidare l’auto senza avere la patente!”




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